Progetti – Autodifesa femminile

autodifesa_femminileSi parla spesso di psicologia nei corsi di autodifesa femminile in termini più teorici e la parte più pratica riguarda le tecniche specifiche di difesa personale in cui si simulano situazioni di aggressione, tenendo conto di come poter gestire la paura che dovrebbe emergere in quei momenti. Tuttavia, la psicologia che si è sviluppata in questo ultimo decennio e in particolare la psicoterapia utilizza un approccio molto pratico ed esperienziale e diventa molto efficace integrare tali aspetti all’autodifesa nella sua pratica tecnica. Finalmente abbiamo scoperto che il nostro cervello è plastico e si modifica con l’ allenamento specifico alla consapevolezza. Studi scientifici hanno dimostrato che l’ allenamento costante con tecniche di meditazione specifiche ci aiuta a rimanere più consapevoli del presente , a gestire meglio le situazioni sotto stress mantenendo maggior lucidità nelle situazioni difficili e tutto questo è confermato da un cambiamento strutturale di alcune aree prefrontali del nostro cervello.
La paura innesca dei comportamenti automatici di blocco(freezing) o fuga come avviene per molti animali in situazioni di stress. Per gli uomini è ancora più difficile perché la paura provoca per esempio un senso di congelamento e sensazioni di blocco che a loro volta innescano pensieri negativi , di sconforto, di perdita di speranza che provocano ancora una retroazione negativa sul corpo di ulteriore pesantezza e perdita di energia. Pertanto, si crea un circolo vizioso devastante in cui per la persona diventa quasi impossibile reagire alla situazione. Allenarsi attivamente a prendere consapevolezza di tutti questi processi a livello di emozioni, sensazioni e pensieri, crea un nuovo spazio all’ interno della persona che permette di gestire le situazioni in maniera differente. Questo non esclude il fatto che le situazioni limite creino comunque molta paura, ma determina il fatto che questa paura venga gestita diversamente e vengano messe in campo delle reazioni e delle difese attive alla situazione. I traumi psicologici e fisici e gli abusi di ogni tipo sono molto diffusi e creano spesso uno stato di shock in chi li subisce. A livello psicologico i traumi causano un blocco che può essere cognitivo,emotivo o corporeo e che le persone si portano dietro come un peso, condizionando la vita intera degli individui. Per di più spesso ci si giudica negativamente, colpevolizzandosi (sono debole,sono fragile, sono sporco…). Se questi aspetti non vengono elaborati adeguatamente tutte le situazioni che creano paura potrebbero riattivare i traumi precedenti e ostacolare un sano percorso di riabilitazione. In tal senso è importante poter affiancare al percorso di autodifesa femminile una psicoterapia EMDR specifica per elaborare i traumi in breve tempo. Attraverso i movimenti oculari e le stimolazioni bilaterali del cervello è possibile elaborare in modo naturale i processi psicologici bloccati dal trauma e liberarsi dal peso emotivo che ci si porta dietro. In seguito ad un trauma si innescano delle difese immobilizzanti a causa del fallimento nei tentativi di protezione della persona, che si riattiveranno automaticamente nelle situazioni di stress. Il lavoro pratico nel campo della autodifesa femminile, si deve focalizzare sul prendere consapevolezza di queste reazioni fisiche incontrollate, che determinano un blocco emotivo-cognitivo, per favorire un ripristino delle energie corporee ed una riattivazione psicofisica nell’ individuo. Pertanto, una parte centrale del lavoro è recuperare le difese mobilitanti di fuga e attacco.

Gli aspetti psicologici all’ interno dei moduli di autodifesa si articolano attraverso lavori esperienziali che mirano:

  • Prendere consapevolezza del corpo con tecniche di scansione corporea
  • Prendere consapevolezza della percezione delle emozioni nel corpo con tecniche di  focusing
  • Tecniche di consapevolezza del respiro
  • Riattivare le difese attive di fuga/ attacco con tecniche pratiche
  • Lavorare in modo strutturato con tecniche di Mindfulness sui confini emotivi-relazionali per mobilitare le difese attive e rafforzare i confini personali
  •  Allenarsi attraverso la voce e l’ urlo in situazioni di stress per sbloccare stati emotivi e spaventare l’aggressore
  •  Mettere in scena situazioni di aggressione a seconda delle preoccupazioni ed esperienze soggettive attraverso Role Playing per diventare consapevoli dei propri vissuti in situazioni di stress
  •  Tecniche di riconoscenza verso il corpo per riappacificarsi con se stessi

I corsi di autodifesa sono strutturati in collaborazione con il Maestro Giovanni De Vecchis, professionista nell’ambito della sicurezza con esperienza pluriennale nell’insegnamento della  difesa personale.

Per visionare i programmi dei corsi di autodifesa nel dettaglio, consulta il sito all’indirizzo: http://www.difesafemminile.it